San Polo 0 – Elfo 0

Il sontuoso stadio BernaChero (il più bello d’Europa) è silenzioso. L’unico rumore che si sente è il ticchettìo violento della pioggia, che scroscia su un campo già pesantemente bagnato. I giocatori arrivano lentamente al campo, guardano lo stadio freddo e inospitale, sono certi che non si giocherà. Arriva l’arbitro, freddo (più del clima) e pragmatico; fa accendere le luci, prende un ombrello e va a esaminare il campo come nemmeno il miglior Collina degli anni d’oro avrebbe fatto, ed emette il suo giudizio: si può giocare. Sconcerto, delusione e soprattutto freddo tra i giocatori, che si vedono costretti ad andare a “scaldarsi” sotto la pioggia.

Alcuni degli eroici giocatori in panchina
Alcuni degli eroici giocatori in panchina

Poesia prima di cominciare la gara...
Poesia prima di cominciare la gara...

La cronaca, quella interessante, finisce qui. Il resto è una partita giocata con un clima infame su un campo infame, dove l’importante era stare in piedi e cercare di non farsi male. Occasioni quasi nulle e 0 a 0 scontato. Da segnalare però alcune cose interessanti:
– il custode del campo che ha ripetuto almeno 10 volte all’arbitro “Se vuoi le luci, ti accendo le luci”, però non le accendeva mai.
– la presenza di ben 4 tifose elfiche (record storico), nell’unica partita in cui il pubblico per non bagnarsi doveva stare nel gabbiotto che conteneva gli spogliatoi.
– gli svariati tentativi, non andati a buon fine, di accordarsi per uno 0 a 0 simbolico senza necessariamente scendere in campo (maledetta burocrazia!).
– il valore più intenso dato alla possibilità di dormire sotto tre piumoni abbracciati a un calorifero, dopo una partita del genere.

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